Dieci opinioni

Il passo falso di Como, il pranzo della domenica rovinato e in anticipo rispetto al solito, ecco le Dieci Opinioni dell’anticipo delle 12.30.

  1. QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO. Tra qualche tensione, il caos biglietti e uno stadio da cartolina, il Napoli ritorna al Senigallia dopo quasi 20 anni: era la stagione della Serie B, di Dionigi, Vidigal e di Max Vieri e anche in quell’occasione, i partenopei subirono due reti piombando miseramente nella lotta per non retrocedere. Circa vent’anni fa…
  2. I RITORNI E LE CONFERME. Conte conferma il modulo della trasferta di Roma anche se stavolta, Politano parte dal primo minuto e c’è l’esordio di Billing. Alessandro Buongiorno al centro del tridente di difesa e presenti anche i due esterni mancini Spinazzola e Olivera: se per l’ex Roma era scontata la titolarità nella partita di oggi, per l’uruguaiano poteva un test in vista del big match della prossima giornata ma gli è stato preferito Ngonge (dal 70esimo).
  3. COMO: La vittoria contro il Napoli ha solamente confermato la dimensione (e la posizione) dei lariani che guidati da Fabregas, esprimono un bel calcio, fatto di verticalizzazioni veloci ma senza disdegnare gli uno contro uno. Paz e Diao i nomi da tenere d’occhio. Ma siamo arrabbiati e una critica la dobbiamo fare: si esalta (giustamente) il Como ma a volte dimentichiamo che è la seconda formazione del campionato ad avere meno di 5 italiani nei 22 in distinta. A voi i commenti…
  4. LA CLASSIFICA. Il Napoli ora è secondo, ad un punto dall’Inter capolista, nella settimana del big match… neanche Hitchcock avrebbe mai pensato ad un film così spaventoso eppure è andata così.
  5. RASPADORI: Jack gioca bene, si “sbatte” nel fare la sotto punta di una punta oggi impalpabile ed è suo il goal del momentaneo pareggio. Il numero 88 lentamente sta dimostrando che è lui il cavallo su cui puntare in questa parte di campionato dove tutto sembra girare male. Piccola nota statistica che tanto piace ai tifosi: tra le prime 4 squadre del campionato, Raspadori è l’attaccante con la media più alta di reti in trasferta.
  6. L’ INTER. In campo nell’anticipo del sabato, i nerazzurri vincono contro il Genoa al termine di una partita da psicodramma. Martinez porta i suoi primi in classifica ma, per gusto di cronaca, c’è qualcosa da recriminare come qualche mancato giallo a giocatori diffidati che avrebbero saltato il match di sabato 01/03 e soprattutto e la presenza dell’attaccante argentino che ieri non avrebbe dovuto giocare se fosse stato sanzionato per la bestemmia in diretta nazionale.
  7. LA STAMPA. Nel bene e nel male… non è la frase che si addice alla stampa napoletana che nella conferenza antecedente ad una partita importante insiste sul futuro dell’allenatore. Millemila temi e domande da poter chiedere, argomentare e magari contestare…e invece no! In quel momento, forse, era meglio destabilizzare ancora di più l’ambiente e a Napoli (per o contro, dipende dai punti di vista) siamo i maestri.
  8. LA SQUADRA. Che possa essere la stanchezza, un mercato di gennaio sbagliato o semplicemente la paura, una cosa è certa: il Napoli gioca non da Napoli. La pressione si sente, è percettibile sui volti dei ragazzi che a volte, sembrano quasi avere quel timore visto nella stagione precedente.
  9. IL RISULTATO. Giusto o sbagliato che sia, la partita in terra lariana ci offre tanti spunti di riflessione ma il più importante è che il Napoli non riesce più ad imporsi come prima. È come se tutte le squadre avessero trovato la quadra per bloccare le giocate azzurre le quali, nel frattempo, risultano lente e prevedibili. Lukaku è la brutta copia di quello ammirato nel ciclo infernale e il centrocampo sembra soffrire il calo di forma di Lobotka. Sicuramente il 3-5-2 non si addice a questa rosa.
  10. IL SENTIMENTO. La colpa è forse nostra, che abbiamo creduto in quelqualcosa che oggettivamente era impossibile. L’obiettivo primario era (è) tornare in Europa e lottare per il tricolore era diventato solamente un palliativo che ci ha fatto dimenticare la vera dimensione degli azzurri. Qualcosa è cambiato? No… Siamo ancora persi e presi? Si… Cambieremo? Mai….Perché? Perché il Napoli è come quella donna irraggiungibile che però ti colpisce solo con lo sguardo e noi per lei farem(m)o di tutto… Tanto nel bene e nel male, canteremo (anche) per lei.  
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