Lunedì mattina agrodolce per i tifosi azzurri e come di consueto, ecco le nostre Dieci Opinioni sul match di ieri sera.
- IL DILEMMA. Buongiorno ritorna dopo il lungo stop e con lui in campo, si andrebbe a riformare la coppia d’oro della difesa del Napoli ma ora il “problema” si chiama Juan Jesus: il brasiliano ha dimostrato di essere in un’ottima condizione diventando uno dei punti fermi dei titolarissimi di Conte e infatti contro l’Udinese, l’ex Inter e Roma parte titolare e non sfigura, nonostante un avversario scomodo come Lucca. Qualche colpa sul pareggio friulano ma l’errore è stato di reparto.
- VIA GLI ASTERISCHI. Dopo tante settimane, finalmente, la classifica è quasi del tutto pulita senza asterischi e partite da recuperare. Il verdetto della 24esima giornata (in attesa dell’Inter impegnata nel posticipo di stasera) recita Napoli primo a +4 dai campioni di Italia che nella peggior delle ipotesi potrà diventare un +1.
- LO STRANO PRESAGIO. L’Udinese è sempre stata la squadra del destino partenopeo, dagli altari alla polvere e le ore pre-match sono state un turbinio di emozioni: fuori Olivera (per infortunio), Conte deve rinunciare anche a Spinazzola e fa esordire dal primo minuto Mazzocchi. Ma il Napoli paga lo scotto del ciclo terribile e al 95esimo, l’Udinese strappa un prezioso pareggio sul campo degli azzurri.
- LA CLASSE DEL 10. Qualche parola per il francese con la 10 degli ospiti, monsieur Florian Thauvin che nonostante un curriculum di tutto rispetto, sembra che abbia trovato la sua dimensione in maglia friulana. Mette in difficoltà Lobotka ed è sua la prima occasione del match che chiama Meret ad una difficile parata.
- CONTE. Lo abbiamo capito, le partite del Napoli cominciano dalla conferenza stampa del mister. In quella che precedeva la sfida di ieri, Antonio da Lecce è stato abbastanza chiaro e coinciso: per crescere non c’è bisogno della figurina bensì di progetti e di idee, come un centro sportivo e il settore giovanile. Ed ecco, all’improvviso la svolta, l’auspicio per la nascita di CASA NAPOLI, un mix di idee, suggerimenti e consigli soprattutto per gli pseudo giornalisti che ancora provano a far rifiorire vecchi discorsi e antichi rancori.
- McTOMINAY. Ogni mattina, un tifoso del Napoli si sveglia e ringrazia la sciagurata gestione dello United. In una Napoli fredda, umida, a tratti British, il numero 8 non sente la mancanza di casa ed è mani basse è uno dei migliori in campo. Lo scozzese aggredisce e salta le marcature friulane, grazie anche alla sua intelligenza tattica, figlia dell’esperienza in Premier. È il più pericoloso sulle palle inattive e infatti, da calcio d’angolo arriva la sua sesta rete stagionale.
- LE FACCE NUOVE. Fari puntati su Billing e Okafor. Se il gigante inglese si è messo in mostra durante l’amichevole settimanale, per lo svizzero, i tempi si allungano, in particolare nell’assimilare gli schemi del nuovo allenatore. 90 minuti di panchina per l’ex Bournemouth; solo uno scampolo di partita per l’ex Milan che entra all’86esimo al posto di uno spento Neres.
- IL BICCHIERE MEZZO PIENO. Un pareggio ma con la sensazione (o la consapevolezza, dipende dai punti di vista) che il Napoli poteva anche perderla. Una delle peggiori performance della stagione, soprattutto la prevedibilità in fase di costruzione e azzurri mai realmente pericolosi se non con la coppia Politano – McTominay.
- LE SCELTE. È tempo di cambiare, di provare qualche nuova soluzione anche perché gli eroi di Bergamo e della vittoria contro la Juventus sono visibilmente stanchi (frutto anche di una preparazione atletica fatta ad alta intensità). La panchina potrebbe venire in aiuto al tecnico che, aspettando l’Inter ad inizio marzo, ha ancora 180 minuti per trovare qualche alternativa dalla difesa in su.
- SAN VALENTINO. Febbraio è il mese dell’amore, di quello viscerale fatto anche di rinunce e di sacrifici in nome del sentimento più potente. L’Inter avrebbe dovuto ammazzare il campionato e invece siamo lì, a lottare per voi-sapete-cosa. Il tempo dei rimpianti (e delle scuse) potrebbe essere fatale e se è vero che ogni domenica mi innamoro sempre di più, allora avanti Napoli finché non è finita perché chi nun tene curaggio, nun se cocche c è femmene belle e noi napoletani, paura non l’abbiamo mai avuta (forse!).