Le Dieci Opinioni

Lunedì mattina, a -1 dalla prima in classifica, i migliori 45 minuti della stagione. Ecco le nostre Dieci Opinioni sul match di ieri al Maradona. 

  1. DI DOMENICA ALLE 3. Finalmente! Ogni tanto riassaporiamo la parte più bella di un calcio che fu e che fatichiamo a (ri)trovare… la domenica alle 15.00, un cielo limpido, clima primaverile con il sole che batte sui gradoni. Lo stadio al completo per sostenere i propri beniamini in quella che è stata la prima delle 11 battaglie fino alla fine del campionato.
  2. LA CLASSIFICA. Col successo di ieri, il Napoli è ancora là, a -1 dall’Inter capolista che però ha ancora uno scontro diretto da giocare. Le forza andranno centellinate fino a maggio (sperando nel recupero di qualche pedina importante) ma nel frattempo, gli azzurri restano aggrappati alla testa della classifica, pensando adesso alla prossima trasferta, quella di Venezia.
  3. LA FORMAZIONE. La migliore che si potesse schierare. Nonostante la buona prova di settimana scorsa, Billing parte ancora dalla panchina e ad affiancare la coppia McTominay – Lobotka c’è l’altro scozzese, Gilmour. Poche sorprese sia sulle fasce che in attacco: Spinazzola e Politano come esterni del centrocampo a 5 per supportare il tandem offensivo Raspadori – Lukaku.
  4. IL CONDOTTIERO. Solo chi merita gioca” Conte traccia la linea per questo finale di stagione sapendo che al netto di infortuni e di condizioni fisiche non sempre al top, il vero problema sarà lottare e mantenere il passo di quelli davanti che sono baciati dalla fortuna. Terminati gli scontri diretti con le prime della classe, in un campionato equilibrato le partite facili non esistono e vincerà solo chi perderà meno punti.
  5. ASTORI. Sette anni da quel tragico pomeriggio dove perse la vita Davide Astori e per l’occasione, il Napoli ha onorato il capitano viola. Presente l’intera famiglia di Davide, che prima del fischio iniziale ha ricevuto un tributo alla memoria. Il 4 marzo è stato l’anniversario della sua morte, un ricordo che resterà sempre vivo nelle nostre memorie.
  6. RASPADORI. Per Giacomino non abbiamo più parole: è lui il vero acquisto di gennaio. L’ex Sassuolo, (100 ieri in maglia azzurra), nella sua posizione naturale, è quello sempre più pericoloso ed oltre al goal del momentaneo 2 a 0, è giusto annotare un paio di occasioni che avrebbero dovuto avere una sorte migliore. Il numero 81 sembra giocare con il belga da una vita e i loro scambi nello stretto sono da manuale del calcio.
  7. LE CURVE. Il Napoli chiama, Napoli risponde e ritornano i vecchi fasti di un tempo quando le curve erano le protagoniste fuori dal campo. Dopo la sciarpata contro l’Inter, ecco un’altra coreografia da brividi: Anema e Core, a sottolineare quel legame indissolubile tra la squadra e la sua gente, mano nella mano, uniti verso la fine (che per scaramanzia non diciamo!).
  8. LA PARTITA. Partita strana, made in Conte, direbbe qualcuno ma gli azzurri come ci hanno abituati in questa stagione, mostrano un bel calcio ma non riescono a chiuderla (7 tiri nello specchio nella sola prima frazione). Nei secondi 45 minuti, ci prova Raspadori, ben imbeccato da Lukaku, ma neanche il tempo di esultare che la Viola si rifà sotto. Da quel momento è solo sofferenza agonistica che potrebbe trasformarsi in gioia se Simeone non si fosse fatto ipnotizzare da De Gea. Da sottolineare ancora una volta una grande prestazione di Politano in un ruolo non suo.
  9. IL RISULTATO. Nessuno si offenda se diciamo che il risultato è beffardo… Poteva essere una goleada ma l’estremo difensore della Fiorentina era in giornata di grazia e aiutato anche dall’imprecisione e dalla traversa, mantiene in suoi aggrappati fino al 96esimo. L’obiettivo erano i 3 punti? Obiettivo raggiunto.
  10. PER IL NAPOLI. Il Napoli è una donna di bellezza proibita, un incontro fortuito con una dea inafferrabile, che incanta l’anima e la tormenta, strappando sospiri d’amore e qualche blasfemia ardente. Ma il vero canto d’amore, da quel giorno che l’hai incontrata, quello che risuona nel silenzio del cuore, è un giuramento eterno: (provare a) starle accanto, come un’ombra fedele nella sua luce e nel suo buio, senza chiedere ragioni… un’offerta silenziosa di lealtà infinita…. e (è) lei?
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