Dieci opinioni

In questo lunedì di inizio primavera, il Napoli è in corsa per il primo posto e come consuetudine, ecco le nostre Dieci Opinioni sul match di ieri sera.

  1. IL RITORNO DALLE NAZIONALI. A sorpresa, le settimana di pausa per le Nazionali ha giovato tre degli azzurri scesi in campo ieri sera: Politano e Lukaku (che hanno timbrato il cartellino dei marcatori) e Buongiorno, autore non solo di una partita ordinata al limite della perfezione, sia nel marcare prima Abraham che Gimenez nella ripresa. Da un suo anticipo nasce la ripartenza che porterà alla rete del 2 a 0 del belga.
  2. NERES. Ritorna dall’infortunio ed è subito titolare ma il brasiliano per ritrovare la forma ha bisogno di tempo, e lo si vede. Ma nonostante ciò, il numero 7 se punta il difensore, diventa pericoloso e non di rado (soprattutto nel secondo tempo) ha messo in difficoltà la catena di destra rossonera. Spettacolare un suo scatto di 70 metri per anticipare un difensore del Milan all’80esimo
  3. LA FORMAZIONE. McTominay è out per un attacco influenzale ma questo non scoraggia Conte che cambia le carte in tavola e opta per il doppio play con l’altro scozzese in campo al fianco del duo Anguissa – Lobotka ritornando, dunque, al vecchio 4-3-3. Gilmour ringrazia il suo allenatore regalando l’assist a Lukaku per la rete del doppio vantaggio.
  4. SLIDING DOORS. Il match del Maradona ha lasciato ai posteri la definizione perfetta di sliding doors. Tutto nasce dal fatto che l’attuale allenatore dei rossoneri, Sergio Coinçecao, era entrato nel mirino del Napoli per il post Gattuso ma per una questione di contratti, non si concretizzò e Giuntoli virò su Spalletti; mentre Conte, questa estate, era stato corteggiato da Ibrahimovic per sedersi sulla panchina dalle parti di Milanello. A volte, le storie hanno dei finali diversi.
  5. I DOLCI RITORNI (e la nostalgia). Piccola lacrimuccia per i tifosi azzurri che in occasione del big match del San Paolo riabbracciano tre di quelli che hanno scritto la storia moderna degli azzurri: Alemao, Careca e Lavezzi. Se i due brasiliani hanno ancora vivo il ricordo delle grandi sfide contro i rossoneri (Careca contro Baresi, giusto per citare qualche esempio) per il Pocho è puro (e nostalgico) Amarcord poiché in una sfida contro il Milan (in notturna) segnò uno tra i goal più belli della sua carriera all’ombra del Vesuvio. NAPOLI NON DIMENTICA.
  6. CONTE. “Siamo a -3, sognare è un nostro dovere”. Il tecnico “aizza il pubblico”, traccia la linea e non la abbandona per tutti i 90 minuti, urlando (sarà anche ammonito) e guidando ai suoi in ogni azione, quasi come se fosse alla PlayStation. Nonostante il cambio di modulo, gli azzurri seguono alla lettera gli insegnamenti del loro maestro che a volte, si abbandona ad uscite poco educate. Mettete a letto i bambini anche se per una sera (come quella di ieri) tutto è concesso. Bellissimo anche l’abbraccio con Oriali dopo il rigore parato da Meret.
  7. LE CURVE. Stadio pieno, serata quasi primaverile e uno striscione in onore del piccolo Diego, morto prima di un allenamento. Le curve non rinnegano il loro credo, cantando per 90 (e oltre) minuti per sostenere i propri beniamini che ringraziano regalando una vittoria importantissima per il proseguo del campionato.
  8. LA PARTITA. La solita partita del Napoli: esplosivo e attento nella prima parte di gara; permissivo e “distratto” nella seconda. Tuttavia, nonostante la fantasia tra le fila rossonere, il Napoli ha da subito controllato il match, aggredendo gli ospiti e cercando la verticalizzazione o sulle fasce o su Lukaku. Il Milan, con le sostituzioni, ha provato a riaprire la partita (Jovic) ma al fischio finale (e dopo l’assalto nel recupero) i rossoneri perdono la seconda consecutiva contro il Napoli in questa stagione.
  9. IL RISULTATO.  Un 2 a 1 giusto per quello che si è visto nell’arco dei 90 minuti. Il Milan ha ricevuto un grande apporto dalla panchina mentre il Napoli l’ha giocata sin da subito con i suoi titolarissimi dimostrando, però, la differenza tecnico – tattica tra le due compagini.
  10. IL SOGNO. Siamo fatti della stessa materia dei sogni, quella materia che prende vita ogni domenica, in quei maledetti 90 minuti che a volte rischiano di influenzare l’intera settimana in attesa della nuova partita. E come tale, possiamo permetterci di sognare anche se è (sarà) difficile. Ma pensi sempre al Napoli? Purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) si! 
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